Euro 2012: i top Pirlo, Ronaldo, Xabi Alonso e non solo

Euro 2012 si è chiuso con il successo (l’ennesimo) della Spagna. Vediamo quali sono state le note liete della rassegna continentale.

ANDREA PIRLO: La conferma del più forte giocatore che il panorama calcistico italiano può offrire in quest’epoca. Un Europeo il suo suon di giocate d’alta classe che hanno fatto grande la nazionale italiana fino ad essere considerato fra i papabili vincitori del prossimo pallone d’oro. Il suo cucchiaio nei calci di rigore dei quarti contro l’Inghilterra, un capolavoro d’arte contemporanea simbolo della svolta italiana in questa manifestazione. Illuminante

CRISTIANO RONALDO: Un’inizio stentato, poi, quando il gioco si è fatto duro, il duro ha cominciato a giocare, prendendo per mano il proprio Portogallo, regalando lampi di fuoriclasse contro l’Olanda e trascinando letteralmente i suoi in semifinale con una prestazione da leader nei quarti contro la Repubblica Ceca. Non può apportare il suo contributo nella lotteria dei rigori contro la Spagna, ma avrà tempo di rifarsi. Simbolo nazionale

ANDRY SHEVCHENKO: Gli europei di casa per avere la conferma di un campione mai svanito e che sa far suoi i grandi appuntamenti. Era il sogno di tutti regalare al proprio pubblico, nello stadio della capitale del proprio Paese, una doppietta vincente nella gara d’esordio di una grande manifestazione; e lui, lo ha realizzato. Sheva e sempre Sheva e i suoi spunti continuano ad entusiasmare chi lo ha conosciuto per il campione che è. Monumentale

XABI ALONSO: Fra i mediani più forti al mondo, anzi, il mediano più forte al mondo in questo momento. La luce di Xavi e Iniesta è quasi passata in secondo piano con la recita da protagonista di un giocatore che si è rivelato vero perno fondamentale della mediana di Del Bosque. Utile in fase di copertura e dotato di un gran bel vizietto del gol grazie anche al suo rivelarsi temibile quando decide di alzare lo sguardo dalla tre quarti campo e mirare la porta. Sua una meritata doppietta strappa applausi contro la Francia nei quarti. Baluardo

GIANLUIGI BUFFON: Se l’Italia ha raggiunto la terza finale europea della sua storia, lo deve certamente anche a lui ed alle sue parate. Intuitivo e attento contro l’Inghilterra, decisivissimo quando chiamato in causa contro la Germania. Fa bene ad arrabbiarsi quando i compagni prima sprecano e poi sembrano mollare nel finale rischiando una beffa che sarebbe stata ingiusta e clamorosa. Grande senso della posizione fra i pali e tempismo da maestro nelle uscite. Sicurezza

MARCO REUS: Uno dei tanti fiori all’occhiello di una Germania che ha puntato sui giovani. Veloce, dinamico e dotato di una buona tecnica; non ha fatto rimpiangere la scelta di Loew nell’impiegarlo titolare nei quarti contro la Grecia e si è rivelato una vera spina nel fianco per la difesa italiana quando subentrato nel finale. Nuovo che avanza

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