Giorni di fibrillazione per politica ed economia

La parola più ricorrente in questi giorni sia in politica sia in economia è “emergenza”. Come fare a tamponarla?

Questo è il quesito che sia gli economisti che i partiti si pongono. Oggi vi è stato un incontro urgente, non programmato e “d’emergenza”, quindi, tra il Capo della Stato Giorgio Napolitano ed il premier Mario Monti. Si sono discussi vari argomenti riguardanti alcuni decreti in scadenza, ma il tema centrale è stato il rischio di default della regione Sicilia. Essa ha 21000 dipendenti (il doppio della regione Lombardia che ha una popolazione maggiore) e 21 società partecipate (contro 3 di quella governata da Formigoni), il governatore Lombardo percepisce uno stipendio superiore a quello del premier inglese Cameroon ed i consiglieri regionali (chiamati onorevoli perché eletti in una regione a statuto speciale), 90 per la precisione, percepiscono stipendi di 20.000 euro mensili pari a quelli dei deputati italiani in Europa.

Il governatore Lombardo a cui Monti ha chiesto le dimissioni (si incontreranno a Roma il prossimo 24 luglio) ha cercato di giustificarsi adducendo la scusa che la Sicilia ha solo problemi di liquidità per colpa dello Stato, ma non rischia il default. Tutti però siamo a conoscenza delle “assunzioni facili” in Sicilia: soltanto quattromila nell’ultimo anno ed altre tremila sono state sospese.

Lo Stato in questo momento di contingenza economica non può permettersi più di “foraggiare” una regione così spendacciona mentre per statali e regioni normali blocca le assunzioni, dimezza le province e taglia gli emolumenti. Oggi Grilli, neo ministro dell’Economia, incalza per far approvare dal parlamento il “fiscal conpact” (organismo che gestiste centralmente gli introiti fiscali) chiesto dall’Europa, ma non può non osservare che le lentezze europee (soprattutto tedesche) continuano ad agevolare la crisi economica.

Il deputato Colaninno del Pd afferma che ormai gli italiani non sono più in grado di sopportare una manovra al mese e bisogna trovare soluzioni diverse come la tassa sui patrimoni; Alfano (Pdl) propone la dismissione degli immobili pubblici e l’abbassamento delle tasse per rilanciare l’economia. Intanto le nuove forme di reintegro sul lavoro ed i nuovi contratti part time inseriti nel decreto sul lavoro sono già legge dello Stato.

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