Le recensioni di Specchio Quotidiano: “In nome dell’uomo” di Gustavo Raffi
Troppe incognite, troppi interrogativi e molte interpretazioni non corrette hanno caratterizzato nel corso degli anni l’immagine e le finalità della Massoneria italiana, alimentando spesso nella collettività, curiosità non esaudite e prevenzioni ingiustificate. Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, la più antica comunione massonica del nostro Paese, nel suo “In nome dell’uomo” ripercorre 150 anni di storia, da Cavour all’era di Internet, con l’intento di mettere a fuoco e chiarire, in modo equilibrato, il vero volto della Massoneria.
Il libro-intervista si sviluppa nel dialogo con il giornalista Gerardo Picardo, tramite il quale Raffi spiega, coerente con il suo mandato caratterizzato da grande trasparenza, il percorso per arrivare a una Massoneria moderna, attuale, dove la segretezza non ha ragione di esistere, senza per questo rinunciare alle proprie radici, ai propri simboli e ai propri rituali. L’apertura degli archivi del Grande Oriente in occasione del 150° dell’Unità d’Italia ha consentito agli studiosi di comprendere, tra l’altro, il contributo determinante dato alla rivoluzione nazionale dai Fratelli patrioti, liberali e democratici.
Il Gran Maestro, che non evita temi spinosi come massoneria deviata, rapporto con la Chiesa e Loggia P2 di Licio Gelli, definendola “di terroristi che hanno mirato al cuore delle nostre istituzioni”, descrive la Massoneria, non come un centro di potere, ma un grande progetto che da sempre ha calamitato le migliori intelligenze del Paese.
L’autore - Gustavo Raffi, avvocato ravennate classe 1944, è dal 1999 alla guida del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani , che annovera, organizzati in 757 Logge, 21.400 iscritti, definiti “Ribelli per la verità e operai della speranza” . La prefazione del libro è di Paolo Peluffo.
“In nome dell’uomo” – Dal Risorgimento alla modernità, il ruolo del Grande Oriente nell’Italia unita – di Gustavo Raffi, Mursia Editore, pagine 232.



