Ma quanto rompe questa Moody’s?

Ma quanto rompe questa Moody’s. Sembra un’azione mirata e speculativa quella annunciata nella notte dall’agenzia di rating americana di declassare i titoli di stato italiani. Mentre Monti volava negli Usa per convincere i più grandi uomini d’affari statunitensi ad investire nel nostro paese.

L’outlook negativo porta i nostri titoli da A3 a BAA2, perché l’agenzia giudica pericoloso l’avvicinarsi delle elezioni e le beghe dei partiti. Il ministro Passera reagisce negativamente al declassamento affermando che l’Italia non se lo merita.

Cicchitto Pdl va giù duro ed afferma: “sappiamo chi sono i proprietari delle agenzie di rating che tentano di utilizzare i pareri per favorirne le speculazioni”. Francia, Germania e la stessa Ue rinnovano la fiducia all’operato del governo italiano ed accusano Moody’s di errata valutazione.

Sembra quindi sempre più necessaria la creazione di una agenzia di rating europea che contrasti l’egemonia delle agenzie americane. La Ue la prevede nella sua agenda, però è necessario accorciare i tempi di realizzazione. Dopo l’annuncio di declassamento lo spread tra i nostri Bpt decennali ed i bund tedeschi schizza oltre i 480 punti, per poi ridiscendere a 475 punti.

Non è bastata l’ottima asta dei titoli italiani triennali in cui la domanda ha superato l’offerta e con tassi di interesse in ribasso. Le borse europee in lieve rialzo, mentre Piazza Affari paga in parte il declassamento dei titoli e tenta di arrivare al pareggio. 

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